domenica 11 marzo 2012
La Carta dei Valori.
RADICI>COMUNITA’>RINNOVAMENTO
CARTA DEI VALORI
I
UNITA’ NELLA DIVERSITA’
Da uno dei motti dell’Unione Europea, s’avvia la costruzione del progetto R>C>R>. R>C>R nasce da un’aggregazione spontanea di cittadini, provenienti dalle più disparate esperienze umane e lavorative. Una comune volontà di rinnovamento del panorama politico è il principale motore che ha portato alla formazione del nuovo Soggetto.
L’evoluzione dello scacchiere internazionale, il crollo delle vecchie, grandi ideologie del XX secolo, la costante, inarrestabile trasformazione della società e non ultimi, i segnali di cambiamento e discontinuità che stanno da più parti emergendo; tutti questi fattori, accoppiati alla decadenza ed inadeguatezza delle attuali amministrazioni nazionali e non solo, stanno dimostrando come le strutture partitiche convenzionali sono palesemente inadeguate alle esigenze della realtà attuale.
R>C>R> è un progetto che guarda in questa direzione e l’eterogeneità politica dei suoi componenti, la dimostrazione del tentativo di riconfigurazione dello scenario politico, sull’onda del Cambiamento epocale che stiamo attraversando.
II
L’AMMINISTRAZIONE:
STRUMENTO DEL CITTADINO ED IDEA SOCIALE
Al di là della demagogia utilizzata ampiamente dai partiti convenzionali e loro emanazioni, R>C>R>intende cambiare la percezione che la popolazione ha del concetto di Stato e di Pubblica Amministrazione stimolando il coinvolgimentoattivo del cittadino nella vita pubblica La riaffermazione di un “Senso dello Stato” inteso come interpretazione delle Istituzioni in chiave di Servizio è il primo passo che dovrà permettere alla popolazione di riappropriarsi delle realtà pubbliche, di rientrarne realmente in possesso, abbattendo dalla base, la percezione delle caste che hanno originato gran parte dei mali del nostro paese.
III
ETICA E RIGORE SENZA ECCEZIONI.
“dunque è necessaria la presenza non di uno Stato giusto, ma di uomini giusti che guidino lo Stato.” Karl Popper.
L’idea di una Politica, mezzo per il raggiungimento del benessere comune, dovrebbe essere il cardine principale della filosofia di ogni partito. Amaramente, ogni cittadino, sa che alla perentoria evidenza dei fatti, non è così. Qualsiasi sistema che crea ed alimenta potere diventa vittima di interessi particolari e soltanto una rigorosa e severa selezione dei suoi quadri dovrebbe essere strumento di autoregolazione interna. L’onestà, la trasparenza e il rigore etico sono tre pilastri sui quali si regge il Progetto.
IV
RITORNO AI SOGNI.
Uno dei sinonimi che gli antichi greci avevano per “Crisi” era OPPORTUNITA’. Sapevano che da una situazione critica, l’uomo saggio, doveva trarne insegnamento e spunto per ripartire e migliorare, per cambiare ed evolvere. Tra le cupe previsioni della crisi, le forze politiche nazionali sembrano incapaci di raccogliere quel potenziale reattivo necessario, insensibili alla possibilità che una situazione di crisi può creare. Dal cuoredi un paese, annidato tra Langa e Monferrato, R>C>R> Osa e torna nuovamente a Sognare. Un rassegnato pessimismo, derivante dalle deludenti esperienze con le precedenti amministrazioni, porta a sminuire la forza del sogno trascurandone l’energia propulsiva in essa contenuta, essenziale per realizzare nuovi progetti e spingersi oltre i limiti generati da un approccio convenzionale alla risoluzione dei problemi.
V
SEGUIAMO IL VENTO DEL CAMBIAMENTO.
In natura non esistono sistemi perennemente stabili. La Fisica è dinamica e la società umana non si discosta da questa regola universale. La Consapevolezza di un Cambiamento attraversa tutti noi, si sente nell’aria, nella mente e nei nostri desideri. Tutti insieme, lavoriamo per fare sì che R>C> R> sia mezzo, veicolo e strumento di tale Cambiamento. Vecchi sistemi logori, avvitati su difese di privilegi non più accettabili dalla società Civile hanno fatto il loro tempo. La nostra ambizione è una società aperta, consapevole di essere una costruzione culturale soggetta al cambiamento.
domenica 11 gennaio 2009
Inevitabile, nello sviluppo di un discorso come quello di Costigliole art of Living, la costruzione di un nuovo orgoglio che crei la consapevolezza della realtà che abbiamo la fortuna di vivere e, in conseguenza, il dovere di sviluppare. Senza affannarsi a copiare modelli già consolidati, è sicuramente imprescindibile la capacità di apprendimento che altre realtà ci possono insegnare. La mediazione di modelli alternativi, non solo locali o nazionali, è una vocazione che Costigliole art of Living, intende applicare nell'intento di costruire un sistema-paese con dignità autonoma e capacità attrattive fin'ora soffocate da un provincialismo tanto dannoso quanto pernicioso. La volontà di rinnovamento marcia saldamente, fianco a fianco con la nostra identità.
I progetti di cambiamento e rinnovamento che ci prefiggiamo, non vogliono essere ne distruttivi ne esclusivi. Costigliole art of living vuole essere una realtà sinergica ed inclusiva, totalmente aperta a qualunque apporto voglia giungere per il conseguimento dei comuni obiettivi. Massima apertura per il massimo sviluppo può essere un motto applicabile in quest'ottica.
Perchè "Art of Living"?
Al di là di certe considerazioni di carattere squisitamente provinciale, il motto in inglese rappresenta la volontà di varcare confini non solo geografici per proiettare la volontà di aprire Costigliole ad un mondo che, senza ancora saperlo, ci vuole conoscere. L'obiettivo, invero ambizioso, è di promuovere e definire un autentico stile di vita che sia nostro ed esportabile. Un modello da seguire, imitare ed amare. Possediamo oggettivamente delle autentiche eccellenze da un punto di vista enogastronomico, paesaggistico e culturale. Abbiamo avuto cantori di peso delle nostre lande: Pavese, Fenoglio... La significativa presenza dell'ICIF è un passaporto di quel che possiamo dare alla comunità internazionale eppure, nonostante tutte queste potenzialità, sembra mancare qualcosa, uno scatto che permetta l'attivarsi di quel "Motore di Cultura" che tenta di spingerci verso un futuro sicuramente più ricco e promettente.
Costigliole d'Asti art of Living tenta di essere un'interrutore che permetta tale scatto.
sabato 10 gennaio 2009
Costigliole d'Asti: L'alba di un nuovo stile di vita?
La riscoperta di un territorio, può essere l'occasione della rinascita di una realtà qual'è il Comune di Costigliole d'Asti.Comune di 5981 abitanti ( censimento del 31/05/2007) distribuiti su una superficie di 36,86 Kmq si distende sulle colline comprese tra i territori di Langa e Monferrato, ad un'altitudine di 242 m.s.l.m. Caratteristica saliente è uno dei massimi rapporti tra territorio e superficie coltivata a vitigno. Prestigiosa, rimane quindi la produzione vitivinicola.
Nell'ultimo decennio, si sta lentamente risvegliando un'interesse turistico, in relazione al quale potrebbe sorgere una potenziale risorsa di sviluppo, purtroppo non ancora sufficientemente valorizzata. Sull'onda del più sensibile successo riscosso dalle promozioni turistiche della Langa albese, visitatori provenienti sopratutto da Germania, Svizzera tedesca, Olanda, Francia ed Inghilterra, hanno iniziato a frequentare le nostre colline alla ricerca di eccellenze gastronomiche, vini pregiati, paesaggi dalla bellezza inconsueta. Trattasi nella maggior parte dei casi di un'utenza di livello medio-alto, sensibile agli aspetti culturali e storici della realtà verso cui si approcciano.
L'affermarsi sulla scena internazionale di organizzazioni quali Slow-food, con l'opera esemplare di Carlin Petrini, nella progettazione di una sinergia tra salvaguardia del territorio, la riaffermazione ed il recupero delle tradizioni contadine più rispettose verso la terra e la loro proiezione sullo scacchiere economico e sociale a livelli internazionali, sono importanti segnali che ogni comunità deve far proprie. L'ottica "Glocal", azzeccato acronimo che fonde i termini "Globalizzazione" e "Locale", può e deve essere recepita come trampolino di lancio per una nuova rivoluzione che coinvolge un'economia legata a doppio filo con il territorio. Una vocazione che dovrebbe essere naturale e spontanea nello specifico caso di Costigliole d'Asti.
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